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Storie Alfa Romeo
Alfa Romeo
 

Ringraziamo l 'Archivio Storico Alfa Romeo per la gentile concessione delle immagini coperte da diritti.

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  1950 - Borniggia vincitore con la 2500 Competizione
   
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  1923 - Sivocci con A. Ascari
   
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  1971 - Vaccarella vincitore al traguardo
delle Tribune di Cerda
   
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  1971 - Vaccarella in azione con la 33-3
   
 
 
TARGA FLORIO : DIECI VOLTE NEL PASSATO
ALFA PRIME AL TRAGUARDO
Le dieci le vittorie registrate dall’Alfa Romeo alla Targa Florio
 

Sono dieci le vittorie registrate dall’Alfa Romeo alla Targa Florio . Un ciclo di successi che spazia per oltre mezzo secolo, dal lontano 1923 al 1975, ottenuto sui tracciati diversi , con regolamenti molto differenti tra loro. 
Rievocare queste vittorie , sia pure per sommi capi , significa ripercorrere la storia della Targa e dell’automobile al tempo stesso.
Un affascinante viaggio all’indietro che ci riporta ai tempi eroici dell’automobilismo, quando affrontare la Targa era un’ impresa non comune.
Correre per diverse ore, senza alcuna assistenza, se non quella di sé stessi e del proprio meccanico , immersi in un paesaggio ancora in massima parte incontaminato, catapultati a mille metri d’altezza dopo aver sfiorato il mare a Buonfornello: questa era la Targa nei suoi anni eroici , qualcosa di eccezionale che andava al di là delle prestazioni richieste ad un pilota.
Si comincia , dunque , con la prima vittoria Alfa Romeo nel 1923 ( la Targa era nata nel 1906 da un’ idea di Don Vincenzo Florio, rampollo di una nobile famiglia siciliana), per merito di Sivocci-Guatta su una RL.
Al secondo posto c’è Antonio Ascari , padre di Alberto , futuro campione del mondo e protagonista di un testa coda a poche centinaia di metri dal traguardo, mentre conduce la gara. A partire da questa corsa, tra l’altro le Alfa Romeo inalberano il Quadrifoglio verde sul triangolo bianco , da allora simbolo di tutte le vetture sportive della Casa.
Nel 1930si registra al prima vittoria di un lungo ciclo , sei primi posti consecutivi. La ottengono Varzi e Tabacchi sulla leggendaria P2, dopo un lungo duello con la Bugatti . La corsa ha un epilogo drammatico : durante l’ ultimo giro l’equipaggio dell’Alfa deve domare un principio di incendio sulla vettura.
Il trionfo è completato dal quarto posto di Campari e dal quinto di Nuvolari , entrambi sulla 6 C 1750 compressore , dominatrice quell’anno della Mille Miglia.Nel 1931 è il turno di Nuvolari Bignami su Alfa Romeo 8C 2300 Monza.

 
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1923 - Sivocci con A. Ascari su RL - Prima vittoria Alfa Romeo

 
A differenza delle precedenti edizioni, la gara si svolge sul grande circuito delle Madonie , da percorrersi quattro volte.
Il “mantovano volante” ha fatto montare prudenzialmente sulla vettura dei parafanghi, rivelatisi poi provvidenziali per proteggersi dall’acqua e dal fango.
Con una brillante rimonta degli avversari, Nuvolari si aggiudica la corsa davanti a Borzacchini(Alfa 6C 1750 compressore) e al grande rivale Varzi (Bugatti 8c 2300).
Il binomio vincente non cambia nel 1932.
Nuvolari e la 8C 2300 Monza dominano la corsa per tutti gli otto giri del piccolo circuito , senza essere seriamente minacciati dalle Bugatti di Varzi e Chiron. Al secondo e al quarto posto si classificano le altre due Alfa Romeo , mentre Varzi è al terzo .
Si arriva al 1933 con una 8C 2300 Monza , ancora una volta prima sotto al bandiera a scacchi . La guida il conte Brivio, che ha rilevato il comando da Borzacchini , ritirandosi con l’assale anteriore danneggiato per  l’ urto contro un muretto. Al traguardo il successo Alfa Romeo è completo , con cinque vetture nelle prime cinque posizioni .
L ‘ edizione del 1934 vede al seconda vittoria di Achille Varzi , la prima su una vettura dell’Alfa Romeo , che quell’ anno riesce a mettere a segno la classica doppietta: Mille Miglia e targa Florio.
La corsa vive a lungo sull ‘impresa di Piero Ghersi ( Alfa Romeo Tipo B da 2.654 cc)in testa per i primi tre giri e poi attardato per un incidente che lo relega in sesta posizione . Varzi , regolarissimo , vince con la monoposto Tipo B da 2.900 cc. .
Le sette vetture al traguardo sono tutte Alfa .
La supremazia del Biscione prosegue nel 1935 con al stessa vettura.
Stavolta il vincitore è l’esperto Brivio , conoscitore del circuito delle Madonie come pochi altri .
Attacca il compagno di squadra Chiron ( monoposto Tipo B da 3.160 cc) e lo supera.
E c’è ancora una prova di grande affidabilità delle Alfa Romeo: sette delle undici vetture che concludono la corsa. Dopo la parentesi del Circuito di Palermo (1938-1940) , nel dopoguerra , la Targa Florio rivive con la formula del Giro di Sicilia, che ha durata triennale. Nel 1950 si disputa appunto l ‘ultima di queste edizioni : la vincono i fratelli Mario e Alfredo Bornigia su un Alfa 6C 2500 Competizione, dopo oltre 1000 chilometri di periplo dell’isola in condizioni atmosferiche avverse. Trascorrono altri 20 anni durante i quali l’Alfa Romeo , ritiratasi dalle corse in forma ufficiale , non manca di cogliere numerose affermazioni di classe e categorie con i suoi clienti .
Ma è nel 1971 che una vettura col Biscione sul cofano mette a segno nuovamente una vittoria assoluta , la nona della serie.
La Targa saluta il successo della 33-3 litri prototipo , al cui volante si alterna una coppia siculo – olandese: il “presiede volante”Ninni Vaccarella e Toine Hezemans , già esperto pilota delle mitiche GTA. Al secondo posto è un latro olandese, Gijs Van Lennep, in coppia con Andrea de Adamich, anch’ essi su 33 –3 litri .
La decima vittoria arriva quattro anni dopo , nel 1975. Sulla potente 33 TT 12, c’è ancora Vaccarella , in coppia però questa volta con il “fantino” Arturo Merzario : un successo tutto Italiano ottenuto alla media di oltre115 Km / h una delle più alte registrate sul Piccolo circuito .
 
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